Azioni per la sensibilizzazione di agricoltori, industriali, operatori turistici e rilevanti portatori di interesse locali in merito al Falco Naumanni, al suo habitat trofico e a pratiche agricole sostenibili

L’idea generale del progetto in merito a questa azione è rivolgersi ai leader della comunità (aziende o agricoltori singoli) al fine di generare un effetto cascata/moltiplicatore nei sostenitori a livello locale.Tutto il materiale di promozione e sensibilizzazione riporterà la dicitura “Con il contributo di LIFE strumento finanziario dell’Unione Europea” e con il logo di LIFE+ Programme and Natura Network.Questionari (150 + 150 = 300 interessati coinvolti in due cicli)In seguito all’eventuale approvazione, ma prima che il progetto effettivo si avvii sul campo, saranno distribuiti circa 150 questionari porta a porta, via e-mail o durante eventi pubblici e strettamente monitorati affinché vengano restituiti compilati. Considerando che una seconda ondata di questionari, che coinvolgono gli stessi primi 150, saranno inviati verso la fine del progetto al fine di ottenere un feedback relativo all’efficacia dell’azione, circa 300 agricoltori locali saranno direttamente coinvolti dai questionari alla fine del progetto, fornendo una base abbastanza attendibile per pianificare 3 seminari di ascolto territoriale e 3 seminari di ritorno.

La prima batteria di questionari e il successivo workshop di ascolto territoriale (circa 20/25 partecipanti) servirà a raccogliere indicatori standard per un futuro paragone con l’atteggiamento sociale modificato del dopo progetto verso la specie e con pratiche agricole amichevoli (seconda batteria di questionari da somministrare alla fine del progetto.

La sopraccitata seconda batteria di questionari da inviare all’inizio del quarto anno di progetto e le azioni di ascolto territoriali (intermedie e finali) serviranno a monitorare l’efficacia della campagna di sensibilizzazione messa in atto nell’ambito dell’Azione E e che risulta da dalle azioni del progetto nel complesso. Nello specifico, in questa fase, sarà anche valutato l’impatto del progetto sulla popolazione produttiva locale, in termini di indicatori verificabili e cambiamenti qualitativi nell’atteggiamento verso il territorio.

6 eventi di sensibilizzazione (3 per l’ascolto territoriale – raccolta di dati quantitativi-qualitativi che coinvolgono direttamente circa 75/100 tra agricoltori e portatori di interesse del luogo; 3 eventi di feedback, di liberazione, che coinvolgono direttamente circa 75/100 tra agricoltori e portatori di interesse locali).

Le 3 azioni di ascolto territoriale avranno luogo nelle fasi successive del progetto, una subito nel primo anno, dopo aver ricevuto il feedback dai primi questionari, e le altre due all’inizio del terzo e quarto anno del progetto. Esse forniranno informazioni e materiale essenziali che verranno analizzati dall’esperto per la gestione e realizzazione dell’azione rivolta agli agricoltori e alle aziende agricole nell’area del progetto, al fine di stabilire ogni volta i migliori canali e metodologie per comunicare efficacemente il nucleo del messaggio del progetto durante i seminari di ritorno.

I 3 seminari di ritorno, che saranno tenuti dal Parco Nazionale dell’Alta Murgia, coinvolgeranno direttamente agricoltori e altri portatori di interesse locali, come operatori turistici e aziende agricole che operano nell’area. Qui sotto una descrizione delle attività da realizzare durante i 3 seminari di ritorno, adattati ai diversi gruppi di riferimento specifici che saranno presi di mira:

1. Agricoltori e allevatori

Un progetto di attività informativa/formativa sarà redatto per gli imprenditori agricoli residenti o per gli abitanti della Z.P.S. Questo primo evento dovrebbe essere inteso come primo momento di informazione e sensibilizzazione dove ogni partecipante sarà invitato a esprimere la propria opinione in merito alla tutela della natura o all’agricoltura sostenibile.

L’incontro, della durata di 4 ore, sarà tenuto da tecnici esperti (agronomi, commercianti di prodotti biologici, esperti di Agenda 21) appartenenti al gruppo di lavoro. Il programma di formazione sarà costituito da un modulo teoretico di 4 ore, un giorno di animazione da trascorrere in un’azienda agricola locale che opera all’interno dei confini del Parco e un modulo finale di ulteriori 4 ore finalizzate a definire congiuntamente ed elaborare indicazioni utili per il futuro ente di gestione dei lotti risanati (B1 e C5).

2. Operatori turistici

Sarà organizzata una giornata di studio per gli operatori del settore turistico, a livello locale e nazionale (operatori singoli, tour operator, associazioni commerciali, agenzie per la promozione territoriale, Pro Loco ecc.), dedicata al diretto coinvolgimento della Z.P.S. e delle opportunità territoriali favorevoli allo sviluppo di nuovi modelli per il turismo sostenibile.

Il programma della giornata sarà il seguente:

– escursione di conoscenza,

– studio di casi territoriali e buone pratiche,

– incontri e degustazioni in aziende agroalimentari.

Questi percorsi saranno pianificati allo scopo di fornire agli operatori del settore l’opportunità di conoscere direttamente le risorse territoriali naturali per valutare la sua offerta globale e integrata.

Le giornate saranno guidate da guide naturalistiche che operano sul territorio e da agronomi che favoriscono i processi agricoli sostenibili. Il programma sarà promosso dallo staff del progetto attraverso inviti personali, circolari informative, comunicati stampa e cartelloni pubblicitari. Saranno anche coinvolti gli operatori turistici attivi a livello regionale.

3. Coinvolgimento di autorità locali nella protezione dell’habitat

Le buone pratiche di gestione della terra possono essere effettivamente messe in pratica generando effetti positivi sul territorio solo se i numerosi enti di gestione istituzionale condividono strategie e metodologie. Per raggiungere gli obiettivi strategici di diffusione delle buone pratiche di gestione della terra, sarà necessario consolidare l’amministrazione del progetto al fine di migliorare l’approccio partecipativo dall’alto verso il basso, riducendo i costi e semplificando le procedure amministrative che coinvolgono gli enti di gestione territoriali (Parco Nazionale, Direzione dei Parchi della Regione Puglia, Associazioni per la protezione ambientale, organismi di ricerca pubblici e privati, Corpo Forestale dello Stato ecc.).

I programmi e i progetti UE offrono opportunità che possono essere sfruttate per attivare progetti organici o patti territoriali al fine di proteggere, gestire e apprezzare i Siti di Importanza Comunitaria (SIC), le Zone di Protezione Speciale (ZPS) e altri luoghi rilevanti dal punto di vista ambientale. I progetti e gli accordi territoriali coinvolgono portatori di interesse pubblici e privati, includono tutte le fasi del progetto, dal monitoraggio preliminare a quello finale e allo stadio di valutazione, passando attraverso la condivisione degli obiettivi per migliorare l’efficacia delle misure realizzate e la coesione sociale.

Il Parco Nazionale dell’Alta Murgia coordinerà e gestirà la pianificazione del sistema avendo la capacità di realizzazione di strategie, coinvolgendo altri rilevanti portatori di interesse per definire una realizzazione omogenea e criteri organizzativi per i progetti di tutela che rispettino le caratteristiche qualificanti del territorio.

La presente proposta mira a sostenere lo sviluppo delle idee più innovative, con uno speciale sguardo al miglioramento della biodiversità.

Creare un accordo di sviluppo significa consolidare un sistema di amministrazione su più livelli per sostenere azioni mirate al ripristino, tutela e miglioramento dell’habitat.

 Ragioni per le quali questa azione è necessaria:
La perdita dell’habitat trofico dovuto alla degradazione dell’habitat è indicato dalla Comunità Europea come uno dei fattori più pericolosi per il Gheppio Minore. Nello specifico, il Piano d’Azione UE indica che l’uso di pesticidi, la sospensione della rotazione delle colture e la coltivazione di terreni incolti, la perdita dei set-aside (terreni a maggese), l’espansione di colture perenni come le piantagioni intensive di olive, vigneti e altre colture perenni nel Mediterraneo sono spesso a danno di terreni coltivabili meno produttivi, pascoli o tradizionali piante perenni (ad es. tutte quelle che portano alla biodiversità) (pagine 13 e 14). Si identificano altri fattori che portano alla riduzione delle prede nell’irrigazione dei terreni coltivabili che causano la sostituzione delle coltivazioni le quali, a turno, ospitano prede meno favorite causando la perdita dell’habitat di foraggiamento favorevole, nell’imboschimento di terreni coltivati a bassa produttività con piantagioni legnose, e in maniera significativa nella perdita dell’habitat, nello sfruttamento eccessivo che, particolarmente in anni molto secchi, è nocivo alla ricchezza delle prede. Considerato quanto detto sopra, sembra essere cruciale il coinvolgimento di agricoltori locali e delle maggiori aziende agricole che insistono nell’area del progetto per raggiungere obiettivi di tutela sostenibili a lungo termine. Inoltre, si dovrebbero considerare sia una corretta gestione degli habitat prioritari sia l’utilizzo di pratiche agricole rispettose dell’ambiente fattori cruciali per permettere un uso della terra corretto ed economicamente redditizio.
Beneficiario responsabile della realizzazione
Altamura
Risultati attesi (informazioni quantitative ove possibile)
– 2 questionari somministrati che coinvolgono circa 300 tra agricoltori locali, aziende, operatori turistici, amministrazioni locali e altri rilevanti portatori di interesse.

Circa 200 agricoltori locali passati in rassegna e sensibilizzati sulle loro pratiche agricole, coltivazioni e prodotti.

6 eventi di sensibilizzazione (3 per l’ascolto territoriale – raccolta dati quantitativi/qualitativi che coinvolgono direttamente circa 75/100 tra agricoltori e portatori di interesse locali; 3 eventi di feedback, di liberazione, che coinvolgono direttamente circa 75/100 tra agricoltori e portatori di interesse locali).

– Un’ampia strategia sarà sviluppata in merito al ripristino dell’habitat di foraggiamento sulla base dei dati raccolti e dell’analisi delle esperienze realizzate in altre aree europee di riproduzione per il gheppio minore. La strategia sarà sviluppata congiuntamente da tutti gli portatori di interesse del progetto, stabilendo linee guida che possano essere eventualmente applicate all’intero territorio regionale incluso nelle ZPS o SIC tramite l’approvazione dei regolamenti regionali mirati alla tutela dell’habitat.

– In quest’ultimo caso, la presenza della Regione Puglia nel progetto e la sua partecipazione alla pianificazione strategica del progetto e al monitoraggio contribuiranno enormemente al processo di integrazione verticale.

 – Stesura di semplici e comprensibili linee guida allo scopo di suggerire pratiche agricole semplicemente applicabili che possano contribuire a evitare la degradazione dell’habitat e dell’habitat di foraggiamento.